differenza tra commerciabilità e conformità urbanistica
Commerciabilità dell’immobile e conformità urbanistica: due concetti diversi che possono creare problemi
Quando un venditore scopre che la propria casa presenta irregolarità urbanistiche, la domanda che ricevo più spesso come geometra è:
“Come mai questo problema non è emerso già quando ho acquistato l’immobile?”
La risposta sta nella distinzione – spesso ignorata – tra commerciabilità e conformità urbanistica.
Un immobile può essere commerciabile, anche se difforme urbanisticamente, ma questo non esula il venditore dalle sue responsabilità rispetto alle difformità urbanistiche presenti sull’immobile oggetto di trasferimento.
1. Cosa significa “commerciabilità” di un immobile
La commerciabilità è la possibilità giuridica di trasferire la proprietà di un bene.
In altre parole, un immobile è commerciabile se esiste un titolo abilitativo valido (licenza edilizia, concessione edilizia, etc …) e non è gravato da vincoli che ne impediscano la vendita (es. pignoramenti, sequestri, usi civici).
Importante: un immobile può essere commerciabile anche se presenta abusi edilizi o difformità urbanistiche. Questo perché, dal punto di vista civilistico, il contratto di vendita rimane valido, salvo che le irregolarità non lo rendano nullo per specifiche cause previste dalla legge.
2. Cosa significa “conformità urbanistica”
La conformità urbanistica riguarda invece la corrispondenza tra lo stato attuale dell’immobile e i titoli edilizi depositati presso il Comune (permesso di costruire, DIA, SCIA, condoni, ecc.).
In pratica, significa che ciò che è stato costruito corrisponde esattamente a quanto autorizzato.
– Difformità totale: l’edificio è stato realizzato senza alcun titolo.
– Difformità parziale: modifiche interne, ampliamenti o cambi d’uso non autorizzati.
– Opere sanate: irregolarità poi regolarizzate con una pratica in sanatoria.
3. Perché al momento dell’acquisto non sempre si scoprono le irregolarità
Nei passaggi di proprietà, spesso ci si limita alle verifiche ipotecarie e catastali.
Molti acquirenti (e, purtroppo, anche diversi professionisti) non approfondiscono la verifica urbanistica, che richiede:
– Accesso agli atti comunali
– Confronto tra planimetria depositata e stato di fatto
– Analisi della documentazione edilizia storica
Senza questa verifica tecnica approfondita, le irregolarità possono rimanere nascoste fino al momento in cui il proprietario decide di rivendere, ristrutturare o richiedere un mutuo.
4. Le responsabilità del venditore sulle dichiarazioni in atto
Quando si vende un immobile, nell’atto notarile il venditore dichiara che:
– L’immobile è conforme alle norme edilizie e urbanistiche,
– L’immobile presenta determinate difformità note e dichiarate.
Se il venditore attesta falsamente la conformità (anche in buona fede, per mancanza di verifiche), può essere chiamato a rispondere:
– Civilmente, per inadempimento contrattuale e richiesta di risarcimento danni da parte dell’acquirente
– Penalmente, nei casi di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 76 del DPR 445/2000
5. Come evitare problemi in fase di vendita
Per evitare contestazioni, è fondamentale verificare la conformità urbanistica prima di mettere in vendita.
Questo significa:
– Affidarsi a un tecnico qualificato (geometra, architetto o ingegnere) per la verifica urbanistica e catastale completa.
– Sanare eventuali difformità prima del rogito, se possibile.
– Dichiarare correttamente la situazione nell’atto, anche se non è perfetta.
Conclusione
La commerciabilità di un immobile non garantisce la sua conformità urbanistica.
Chi vende casa deve sapere che dichiarare il falso – anche involontariamente – può avere conseguenze serie.
Per questo, prima di firmare, è sempre consigliabile un check tecnico accurato: tutela il venditore, l’acquirente e la regolarità della transazione. Contattami o prenota la tua call conoscitiva!
Checklist di verifica tecnica prima della firma del preliminare
Checklist di verifica tecnica prima della firma del preliminare
Quando si acquista una casa, il primo passo formale è spesso la firma del preliminare di compravendita (o “compromesso”). Ma quanti sanno davvero cosa verificare tecnicamente prima di firmarlo?
In questo articolo ti offro una checklist completa di controlli tecnici da eseguire prima della firma, per evitare brutte sorprese e blocchi in fase di rogito.
🔎 1. Verifica dello stato legittimo urbanistico
Controlla se l’immobile è stato realizzato o modificato con titoli edilizi validi (Licenza, Concessione, Permesso, DIA, CILA, SCIA, ecc.) e che non ci siano abusi edilizi.
➡ Cosa fare:
– Richiedere copia del titolo edilizio originario e degli eventuali successivi
– Verificare l’assenza di ordinanze di demolizione o sanzioni
– Confrontare i titoli con lo stato attuale dell’immobile
🧭 2. Conformità catastale
Il catasto deve riportare correttamente le informazioni dell’immobile.
➡ Controlli da fare:
– Planimetria catastale conforme allo stato attuale
– Dati identificativi corretti (particella, subalterno, categoria)
– Presenza di eventuali variazioni non registrate
⚠️ Attenzione: la conformità catastale è condizione obbligatoria per il rogito.
🏗 3. Verifica della destinazione d’uso
Un immobile accatastato come “abitazione” potrebbe in realtà avere una destinazione diversa, come ufficio, laboratorio o magazzino.
➡ Verifica presso l’ufficio tecnico del Comune la destinazione urbanistica vigente e quella prevista dal PRG.
🧾 4. Esistenza di pratiche edilizie in corso o sanatorie pendenti
Molti immobili presentano pratiche aperte (es. condoni edilizi, CILA in sanatoria, ecc.) che possono influire sulla vendibilità.
➡ Richiedi:
– Copia dell’eventuale domanda di condono
– Protocolli e ricevute di avvenuta presentazione
– Aggiornamento dello stato di istruttoria
🏘 5. Verifiche condominiali (se appartamento)
➡ Da controllare:
– Delibere condominiali su lavori importanti (es. Superbonus, rifacimenti)
– Eventuali pendenze su spese straordinarie
– Quote millesimali e regolamento di condominio
📋 6. Accessibilità e regolarità degli impianti
➡ Non obbligatorio per la vendita, ma fortemente consigliato:
– Richiedere copia delle dichiarazioni di conformità degli impianti (elettrico, gas, idrico)
– Verificare l’eventuale presenza di certificazioni energetiche aggiornate (APE)
🏠 7. Verifica dell’agibilità
➡ Cosa controllare:
– Esistenza del certificato di agibilità (o SCIA alternativa)
– Eventuali agibilità parziali (in caso di edifici condominiali)
– Presenza di richieste in corso o motivi di mancato rilascio
👨💼 8. Verifica della documentazione da parte di un tecnico
Prima di firmare il preliminare, è essenziale affidarsi a un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere) per la redazione di una relazione tecnica preventiva.
➡ Vantaggi:
– Individuare difformità prima che diventino un problema
– Prevenire il blocco del rogito
– Negoziare consapevolmente eventuali interventi o riduzioni di prezzo
🔚 Conclusioni
La firma del preliminare non è una formalità: senza le opportune verifiche tecniche può trasformarsi in un incubo giuridico e patrimoniale.
🔐 Una checklist come questa ti aiuta a comprare in sicurezza.
📞 Vuoi farla controllare da un tecnico prima di firmare? Contattami per una verifica preliminare su misura.


