Cantieri sequestrati a Milano: un campanello d’allarme per chi compra casa
Negli ultimi mesi, a Milano, la Procura ha sequestrato diversi cantieri residenziali — dal progetto “Residenze Lac” nel Parco delle Cave al “Giardino Segreto” in zona Isola fino allo “Scalo House” a Scalo Farini — per irregolarità gravi nei titoli edilizi rilasciati.
Le indagini parlano di SCIA utilizzate al posto di permessi di costruire, convenzioni urbanistiche stipulate senza i passaggi dovuti, mancanza di piani attuativi e perfino ipotesi di abuso d’ufficio e falso ideologico.
Questi fatti non riguardano solo il mondo dei costruttori o delle amministrazioni, ma anche chi acquista un immobile, nuovo o usato.
Anche se questi episodi riguardano Milano, situazioni simili possono verificarsi in qualsiasi città, compresa Roma e provincia, dove opero come geometra specializzato in verifiche tecniche e urbanistiche per compravendite immobiliari. Effettuare controlli preventivi nella Capitale è essenziale per evitare problemi al rogito.
Il rischio per gli acquirenti
Molti degli appartamenti già venduti “su carta” nei cantieri sequestrati sono oggi bloccati, con famiglie che hanno versato caparre o stipulato preliminari ma non possono rogitare.
In casi simili, i rischi concreti sono:
– impossibilità di ottenere il mutuo;
– ritardi o blocco definitivo del trasferimento di proprietà;
– necessità di contenzioso legale per recuperare le somme versate;
– eventuali spese per sanare o ripristinare l’immobile.
Stato legittimo e titoli edilizi: cosa controllare
Per legge (art. 9-bis DPR 380/2001), lo stato legittimo di un immobile è determinato dai titoli edilizi depositati in Comune, non dalla planimetria catastale.
Questo significa che, prima di comprare, è fondamentale verificare:
– Titolo abilitativo originario e successive pratiche edilizie (permesso di costruire, SCIA, CILA, sanatorie);
– Conformità urbanistica dello stato di fatto rispetto ai progetti approvati;
– Eventuali vincoli (paesaggistici, idrogeologici, storico-artistici) che possano incidere sulla legittimità delle opere;
– Certificati e convenzioni urbanistiche stipulate tra costruttore e Comune;
– Presenza di procedimenti o contenziosi in corso.
Il ruolo delle verifiche tecniche preventive
Una verifica tecnica urbanistica prima del preliminare è l’unico strumento che permette di accertare la reale regolarità dell’immobile.
Un tecnico abilitato può:
– accedere agli archivi comunali per esaminare i titoli edilizi;
– confrontare lo stato attuale con i progetti depositati;
– individuare eventuali difformità e valutarne la sanabilità;
– fornire un report dettagliato, utile anche alla banca per il mutuo.
Conclusione: tutelarsi prima della firma
I casi di Milano dimostrano che fidarsi della documentazione fornita dal venditore non basta.
Solo una due diligence urbanistica completa consente di firmare un preliminare in sicurezza, evitando di trovarsi in situazioni bloccate o, peggio, con un immobile non sanabile.
Se stai per comprare casa, il momento giusto per fare queste verifiche è prima della firma del preliminare, non dopo. Contattami per una consulenza!


